L’impegno di Milva Rinaudo per le piccole scuole della Granda

Tra le competenze fondamentali rimaste alle Province, dopo la riforma Delrio che le ha trasformate in Enti di area vasta, c’è la programmazione della rete scolastica presente sul loro territorio di competenza. Nella “Granda”  la delega è stata affidata dal presidente, Federico Borgna, alla consigliera Milva Rinaudo che, nei giorni scorsi, ha presentato il Piano di revisione e dimensionamento per l’anno scolastico 2018-2019. Si tratta di un lavoro intenso e dettagliato, messo in campo con il dirigente, Fabrizio Freni, e le funzionarie, Simonetta Odasso e Raffaella Salandra,  e frutto del confronto con il territorio, che non suscita lo stesso clamore di un lavoro pubblico o di qualche chilometro di strada riasfaltata, ma i cui benefici sono concreti e innegabili. La popolazione scolastica della provincia di Cuneo è di 80.562 alunni e studenti: 11.208 iscritti agli Istituti dell’Infanzia; 27.417 alle strutture Primarie (ex Elementari); 16.475 alle Secondarie di Primo Grado (ex Medie) e 25.462 alle Secondarie di Secondo Grado (Ex Superiori). Ma nella “Granda” ci sono 54 Comuni e un totale di 63 strutture scolastiche che non rispettano i parametri minimi stabiliti dalla normativa nazionale e dall’atto di indirizzo regionale per mantenere in essere il servizio: 20 alunni per le Scuole dell’Infanzia; 35 allievi per le Primarie; 40 studenti, che si riducono a 20 nei Comuni montani o marginali, per Secondarie di Primo Grado. Cosa è stato fatto per rimediare alla situazione? “Dopo un attento lavoro di analisi –  risponde Rinaudo – abbiamo chiesto alla Regione il mantenimento in deroga dei plessi o perché localizzati in Comuni montani o perché era troppa la distanza per raggiungere quello più vicino. Gli Istituti, soprattutto nelle aree più piccole, rappresentano il fulcro portante della comunità e il presidio del territorio”.

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